Omaggio al Sud, alla musica e alla danza mai perdute.

Il gruppo

MUS (Movimento Unico Sud) è il risultato di 15 anni di ricerca e suono nell’ambito della musica popolare. Il progetto è stato pensato, ideato e realizzato da Marina Macrì Carbone (voce, tamburi a cornice, lira calabrese) e Gianmaria Sìmon (voce, fisarmonica, chitarra, chitarra battente, organetto diatonico, bouzouki, tamburi a cornice, arrangiamenti), accompagnati all’uopo da amabili musicisti quali Cristiano Rocchetta (percussioni), Lorenzo d’Angelo (chitarre), Nicola Guazzagni (contrabbasso).

Il percorso si snoda attraverso le differenti tipologie etno-musicali presenti nel sud Italia, con la sua varietà di ritmi e di dialetti; i canti rituali, i canti di lavoro e di lotta, le serenate, il ballo della dimenticanza, il tutto rivisto e rivissuto, scomposto e ricomposto nell’abbaglio di luce del Mediterraneo.

 La formazione può variare da un gruppo di 3 musicisti, che propongono i brani nelle loro forme più semplici e tradizionali ad un gruppo di 5 musicisti, in grado di proporre uno spettacolo musicalmente più raffinato ed elaborato, dove alle musiche tradizionali si affiancano elaborazioni e contaminazioni con strumenti del mediterraneo.

MUS si è formato con: Vito de Lorenzi (percussioni italiane e arabe), Ettore Castagna (lira calabrese), Pino Gala (danze del sud Italia), Agata Scopelliti (danze calabresi), Maria Rosaria Nocera (danze campane), Antonio Matrone (tammorra e danze campane), Antonio Traverso (sassofono), Massimo Azzarini (chitarra), Sandro Berti (teatro di strada), Endrio Luti (fisarmonica), Massimo Signorini (fisarmonica)

Principali partecipazioni: Festival Gaber (Viareggio), Suq (Genova), Onnolulu Folk Festival (Onno, LC), Musiche dal mondo (Pignola, PZ), Utopia del Buongusto (Peccioli, PI), Percorsi (Lanciano, CH), I suoni delle Dolomiti (Val di Fassa, TN), Lunatica (Massa Carrara), Fino al cuore della Rivolta (Fosdinovo, MS), ECOmeeting: festival dell’ambiente (Massa, MS), Festa della laicità (Torino), Rassegna dei vini – Castelletto d’Orba (AL), Turin Metropolitan’s Art – Out of the Tube (Torino), Pisa Folk Festival, Bancarelvino (Mulazzo, MS), Mama Africa (Mulazzo, MS), I cammini della transumanza (Petrella Salto, RI) Carnevale di Viareggio, Notte Bianca (Municipio IX – Roma), Suoni dal Mondo (Torino), Colori, Suoni e Sapori d’Italia (Castiglione delle Stiviere, MN), Festa dell’ANPI (Arenzano, GE), Premio Ambrones (Carrara, MS), Antiquariato & Musica (Lucca), Gualdo Paese delle Fiabe (Gualdo, LU), Dalla parola all’arte (Massa, MS), Ex Melle Festival artisti di strada (GE), Notte Bianca (Genova), Festa degli Apicoltori (Licciana Nardi, MS), Appennino Folk Festival (Vigoleno Vernasca, PC), Terreni Creativi Festival (Albenga, SV), Solstizio d’Estate Sagra Urbana (Genova), Teatraia (Pontremoli, MS), La Claque (Genova)

 La musica e la danza

Eredità diretta del mondo musicale coreutico della Magna Grecia, nelle sue espressioni vive, contraddittorie e appassionate, la musica e la danza del Sud Italia sono protagoniste dei momenti più importanti della vita umana, in ambito contadino e popolare: feste religiose, riti di nascita, matrimonio, morte, lavoro e viaggio. Testimoni dei momenti di coinvolgimento collettivo e di preghiera, i canti e le danze esprimono la quotidianità nelle poetiche forme del dialetto: l’amore, lo sdegno, il ricordo, la nostalgia, la devozione religiosa.

Tradizioni popolari di area campana, calabrese, siciliana, pugliese, lucana, in cui il sacro e il profano sono legati indissolubilmente, nel sovrapporsi della ritualità cristiana alla sopravvivenza pagana; atmosfere di processioni e riti nei quali il sacrificio e la festa convivono, la preghiera e la danza si fondono, l’afflizione e la sfrenata allegria si alternano.

Danze che nascono in contesti popolari e contadini, non necessariamente religiosi, comunque di festa in pausa da una vita di lavoro continuo ed esasperante. Spontanee fino all’inizio del 20° secolo, per essere poi abbandonata o, perlomeno, scarsamente considerata per tutti i decenni del boom economico, dal dopoguerra agli anni ’80.

Oggi tali danze sono nuovamente rivissute, trasformandosi nei decenni, trasmutandosi,e forse, dicono alcuni trasecolati, tradendosi. Nel rispetto di quello che sono state, nell’appassionarsi di quello che sono diventate, il nostro gruppo cerca di rivivere, non senza averle fatte proprie, tali danze, figlie della tradizione magnogreca, ancora viva e forte in tutto il Sud Italia.

 

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